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MEDICINA – Il colesterolo: rimedi e consigli per la salute del sistema cardiovascolare

Fonte: Dr. Alessandro Gardini. Grazie! Il colesterolo è un molecola importantissima per l’organismo in quanto svolge importante funzioni: impedisce l’eccessiva fluidità delle membrane cellulari, è un precursore nella sintesi degli ormoni sessuali maschili e femminili, degli ormoni corticosurrenali, della vitamina D ed è un componente dei sali biliari. Contrariamente a quanto spesso si pensa, soltanto il 10-20 per cento del colesterolo presente nel nostro sangue proviene dall’alimentazione. La maggior parte del colesterolo è prodotta dal nostro organismo, soprattutto nel fegato, ma anche nell’intestino, nei surreni e nella pelle. Per arrivare ai diversi distretti nei quali è utilizzato, il colesterolo deve essere trasportato nel sangue attraverso il suo legame  con le lipoproteine (carrier). A seconda del tipo di lipoproteina alla quale si lega, il colesterolo viene definito come High Density Lipoproteins (HDL), Low Density Lipoproteins (LDL) e Very Low e Intermediate Density Lipoprotein (VLDL e IDL). Le HDL hanno la funzione di rimuovere il colesterolo dai tessuti, e quindi anche dalle arterie, riportandolo al fegato, per questo l’HDL è chiamato colesterolo buono. Le LDL permettono invece il trasporto del colesterolo dai siti di imgres1produzione verso i tessuti. Questo tipo di colesterolo è comunemente definito cattivo poiché le LDL vanno incontro ad un processo chiamato di ossidazione che le rendono pericolose per le arterie. Il colesterolo ossidato tende ad accumularsi nelle cellule che costituiscono la parete interna dei vasi arteriosi e l’ispessimento che ne deriva provoca il restringimento dell’arteria con conseguente difficoltà di passaggio del sangue arterioso. Si genera così quel fenomeno chiamato aterosclerosi con tutte le complicanze cardio-vascolari che conosciamo quali infarto o ictus. Le VLDL invece hanno il compito di trasportare i trigliceridi dal fegato ai tessuti muscolare e adiposo. Si evidenzia quindi che è fondamentale mantenere basso il livello di LDL. Le attuali linee guida prevedono per il colesterolo totale valori inferiori a 190 mg/dL, per LDL inferiori a 115 mg/dL e per i Trigliceridi inferiori a 150 mg/dL. Per l’HDL i valori sono superiori a 40 per l’uomo e a 46 per la donna. Qualora nel controllo periodico dei valori sanguigni vi siano valori superiori alla norma sia per eccessi alimentari, sia per l’età, sia per fattori genetici, si parla di Ipercolesterolemia per valori di colesterolo alti ed Ipertrigliceridemia per valori di trigliceridi alti. Per aiutare a mantenere o riportare i valori nella norma è bene ridurre il peso corporeo se in eccesso ed adottare una corretta alimentazione, evitando uova e derivati, latte intero e formaggi. Tra gli alimenti consentiti invece è bene privilegiare il pesce, i cereali, le carni magre, il prosciutto crudo, ovviamente frutta e verdura e il classico bicchiere di vino rosso ai pasti. Aumentare l’attività fisica se poco praticata è stato dimostrato che porta ad aumento del colesterolo buono riducendo l’indice di rischio dato dal rapporto tra il colesterolo buono e quello cattivo (IRC=Col. Totale/HDL). Questo indice nelle donne deve essere inferiore a 4.5 e per gli uomini inferiore a 5. Gli sport più adatti a chi soffre di colesterolo sono senza dubbio quelli aerobici, ed ecco perché molti si avvicinano alla bicicletta, proprio per mantenere un buono stato di forma e una buona  performance cardiovascolare. Numerosi studi negli ultimi quindici anni dimostrano come il ciclismo, la maratona, lo sci di fondo, essendo sport durante i quali le pulsazioni cardiache si trovano ad essere più alte del normale per tutta la durata dell’allenamento, possono avere effetti benefici sulla produzione del colesterolo buono, ma è necessario che la nostra attività sportiva preveda uno sforzo costante di media intensità. Quindi pedalare in piano per 30 km a passo d’uomo non è un allenamento efficace, mentre ad esempio un percorso in mountain bike oppure un itinerario con salite e diversi livelli di difficoltà che presume uno sforzo di media intensità per almeno 70/90 km sono invece pratiche sportive aerobiche che se ripetute costantemente possono aumentare il livello di colesterolo buono. Attività più statiche come il sollevamento pesi non sono efficaci così come non è efficace una passeggiata anche se di buon passo. Insomma per avere effetti positivi sul colesterolo è necessario che l’attività fisica praticata sia intensa, di lunga durata e praticata almeno 3 volte alla settimana. Inoltre non dimentichiamoci che uno degli effetti benefici dell’esercizio fisico è quello di aiutarci a mantenere sotto controllo l’insulina e ad ottimizzare la sensibilità dei nostri recettori nei confronti di questo importante ormone e imgres2quindi ad abbassare decisamente il rischio di contrarre il diabete 2, anche quando la nostra dieta o il nostro stile di vita non sono particolarmente salutari. è dimostrato infatti che a seguito dell’attività fisica vengono modificati (positivamente) almeno altri 20 metaboliti ed alcuni di essi aiutano a bruciare calorie e ridurre la massa grassa a favore di quella muscolare inducendo un ciclo virtuoso salutare. I muscoli metabolizzano i grassi, e lo fanno anche quando non stanno lavorando, quindi più massa muscolare abbiamo più bruciamo grassi e meglio manteniamo il nostro peso forma. Qualora l’alimentazione e l’attività fisica non siano sufficienti occorre ricorrere a terapie farmaceutiche, tramite il medico di base o il cardiologo, o utilizzare nutraceutici specifici per la riduzione dei disturbi metabolici. I farmaci utilizzati per ridurre la colesterolemia sono i fibrati, l’ezetimide e le più comuni statine, tutti soggetti a prescrizione medica. Le statine, tuttora maggiormente utilizzate in terapia, hanno un’azione dose-dipendente che consiste nel ridurre la sintesi del colesterolo endogeno attraverso l’inibizione di un particolare enzima definito HMG-CoA reduttasi fondamentale nella formazione del colesterolo, riducendo quindi la quantità di colesterolo circolante. Nonostante la loro enorme diffusione il trattamento non è sempre ben tollerato: per cui, previo consiglio del vostro specialista di fiducia, si possono utilizzare i nutraceutici di cui sopra come la berberina e la monacolina, da soli o in affiancamento con conseguente possibile riduzione dei dosaggi del farmaco. La berberina è estratta dalla Berberis Aristata che negli ultimi anni ha riscosso l’interesse della comunità scientifica per le sue innumerevoli proprietà terapeutiche prime fra tutte l’attività ipocolesterolemizzante (riduzione colesterolo) e ipoglicemizzante (diabete). La berberina ha dimostrato, somministrata alla dose di 1 gr al giorno per almeno tre mesi, una netta riduzione del colesterolo, dei trigliceridi e dell’LDL. Tale attività è dovuta all’attivazione di particolari meccanismi che portano all’aumento dell’espressione del recettore per l’LDL, ad un miglioramento del metabolismo glicolipidico ed a una riduzione dei trigliceridi nel plasma. I fattore importanti di questo principio attivo sono: il non coinvolgimento dello stesso enzima delle statine e il fatto che non provoca aumento della creatinfosfochinasi (PCKS9) contrariamente ai comuni farmaci anti-displipidemici con conseguente minor rischio di problemi a livello muscolare. La berberina da sola ha però uno scarso assorbimento orale, problema superato con l’utilizzo di un’altra molecola come la silimarina, che ne aumenta l’assorbimento in maniera significativa e ha permesso l’ottenimento dei risultati descritti. Non presenta effetti collaterali di rilevo ed è ben tollerata in tutti gli studi effettuati e tutt’ora in terapia. La monacolina invece è il principio attivo del riso rosso fermentato, che viene preparato lasciando fermentare per nove giorni il riso cotto con il fungo Monascus purpureus. Questa molecola inibisce l’enzima HMG-CoA reduttasi come le statine. Gli effetti collaterali osservati includono bruciore di stomaco, vertigini e flatulenza. Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato che l’effetto sulla PCK non è rilevante come altre molecole e per questo in generale è ben tollerato. Gli estratti utilizzati in terapia non devono contenere meno del 0,4% di monacolina. È importante infine quando si presentano problematiche dislipidemiche, quali per l’appunto colesterolo e trigliceridi alti, introdurre nella dieta anche una fonte di Omega 3 sia vegetali che da pesce, e la giusta quantità di antiossidanti.

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