Preparazione

MECCANICA – La chiave dinamometrica

PREPARAZIONE– Fonte: ufficio tecnico effetto mariposa. Grazie!
La chiave dinamometrica: da strumento sconosciuto a migliore amico del ciclista moderno.
La ricerca di prestazioni sempre maggiori nelle biciclette da competizione ha portato negli anni ad una progressiva riduzione del peso.
L’affinamento dei componenti imponeva però una maggiore cura nell’assemblaggio ed i fabbricanti di gruppi, ormai quasi un ventennio fa, hanno iniziato a specificare sui loro documenti tecnici la coppia di serraggio massima specifica per ogni singola vite, espressa in newton per metro, nm. Molti meccanici ciclisti hanno inizialmente considerato questa informazione superflua, dato che la loro esperienza e sensibilità era la migliore garanzia per il serraggio adeguato di viteria in acciaio su componenti in alluminio o acciaio.
Era sostanzialmente vero: la resistenza dell’acciaio lasciava un buon margine di sicurezza, oltre a fornire sensazioni molto chiare in fase di serraggio ad una mano esperta. Le cose iniziarono a cambiare con l’utilizzo della viteria in titanio e poi con il proliferare della componentistica in carbonio: la leggerezza era ottenuta a fronte di minori margini di errore in fase di montaggio, e le indicazione sulla coppia di serraggio massima iniziarono a comparire sui componenti stessi.
Ignorare questo valore affidandosi all’esperienza era ed è ancora possibile, almeno nella maggior parte dei casi, ma il numero di rotture per serraggi non professionali è in costante aumento, dato che i pesi continuano a calare e le tolleranze sono sempre più strette. I rischi associati ad un serraggio non controllato, in termini di responsabilità in caso di infortuni, sono da soli talmente elevati da giustificare per il negoziante l’acquisto dello strumento di cui molti parlano con timore e sospetto: la chiave dinamometrica.
Affermatasi in altri campi (sostanzialmente legati all’automobilismo ed alla meccanica di precisione) prima di approdare nel ciclismo, la chiave dinamometrica permette di serrare le viti ad un valore di coppia prestabilito.
Proprio perché provenienti da altri settori, le chiavi dinamometriche inizialmente utilizzate per il ciclismo erano pesanti ed ingombranti, poco maneggevoli. Pesanti chiavi industriali, anche se regolabili sui valori impiegati nel ciclismo, non fornivano la giusta sensibilità in fase di serraggio, per cui a bassi valori era impossibile avere le giuste sensazioni nel serraggio. Sembrerebbe sbagliato parlare di “sensazioni” associate ad uno strumento di precisione, ma non è così.
La chiave dinamometrica è uno “strumento” per il meccanico, ma non sostituisce la sua sensibilità. Una chiave deve essere dimensionata, anche come peso ed ingombri, all’utilizzo per cui viene progettata. Una chiave troppo lunga fornisce una leva eccessiva, per cui si raggiungono coppie basse di serraggio con eccessiva facilità: il neofita tenderà a superarle danneggiando la vite, il meccanico esperto sarà comunque dubbioso, anche a serraggio avvenuto.
Per questa ragione è stata progettata e realizzata una chiave dinamometrica specifica per il ciclismo, giustaforza, con valori di coppia regolabili tra 2 e 16 nm. una chiave piccola, ma di grande qualità e facilità d’uso, pensata per utilizzo professionale e per durare nel tempo. La Giustaforza 2-16, alla seconda generazione e declinata ora in due versioni (con testa semplice e testa a cricchetto), è stata un piccolo grande successo di Made in Italy a livello mondiale e continua ad essere ogni giorno “scoperta” da nuovi utenti, oltre ad accompagnare ormai migliaia di meccanici ciclisti nel loro lavoro di ogni giorno. Di recente introduzione è la Giustaforza 10- 60, una chiave di maggiori dimensioni, per movimenti centrali e serraggi da 10 a 60 Nm, anche questa ormai apprezzata per la sua facilità d’uso e robustezza.
Analizziamo nel dettaglio le chiavi dinamometriche.
Le due famiglie più diffuse sono costituite dalle:
· chiavi meccaniche a scatto dove un “click” ed un movimento della testa testimoniano l’avvenuto raggiungimento della coppia
· chiavi digitali dove l’avvenuto serraggio è testimoniato dall’accensione di appositi led.
Noi consideriamo le chiavi digitali poco pratiche per l’uso ciclistico perché mal sopportano lo sporco, le cadute accidentali e l’utilizzo sporadico (trovarsi con la pila scarica quando più si ha bisogno della chiave sarebbe in questo caso probabile).
Le chiavi meccaniche a scatto, e nello specifico la Giustaforza, sono robuste, resistono agli urti e non necessitano di pile. L’unica accortezza per avere un funzionamento ottimale nel tempo è riportare la coppia impostata al valore minimo prima di riporre la chiave (per non deformare la molla calibrata all’interno). L’utilizzo della giustaforza (chiave dinamometrica a scatto) è semplice: vedi video

Soprattutto se inutilizzata da molto tempo, far scattare la testa della chiave con il pollice, impostata al valore minimo (2 Nm): in questo modo si previene l’impuntamento al primo scatto, fenomeno raro ma comune a qualsiasi dispositivo meccanico con lubrificazione; – impostare il valore di coppia desiderato, inserire l’inserto adatto alla testa della vite da serrare; – avvitare lentamente la vite, fermandosi non appena la chiave scatta; – al termine dell’uso della chiave, riportare il valore di coppia impostato sulla chiave al minimo (2 nm) e riporla nella scatola.
Apriamo una parentesi sul valore di coppia da impostare. Le coppie indicate sui componenti sono generalmente quelle Massime. Dove riportato “Max 5 Nm”, significa che 5 Nm è la coppia da non superare, non che bisogna obbligatoriamente serrare a 5 Nm. Ad esempio, 4 Nm potrebbe essere più che sufficiente. Il valore da utilizzare lo decide, ancora una volta, la sensibilità del ciclista.
Sottolineiamo inoltre che, in caso di accoppiamento tra due componenti dove sia indicato su ognuno un valore massimo di serraggio (ad esempio uno per il frontalino dell’attacco e uno sul manubrio), il massimo da non superare è quello minore tra i due.

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