ARTICOLO – La Dirce… se non ci fosse bisognerebbe inventarla…

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ARTICOLO – Fonte: Vecchiato Roberto. Grazie!

La Dirce…….se non ci fosse bisognerebbe inventarla…….

Francesco Taschi e Dirce Testa

Una famosa canzone di Lucio Dalla dice ” ……… c’è una donnina piccola così……………”  la “donnina” in questione è invece una grande donna e risponde al nome di Dirce Testa da Pegognaga. Ho avuto la fortuna di conoscerla oltre venti anni fa quando ha incominciato a frequentare la mia gara di febbraio perché correva suo marito Taschi Francesco e nel corso degli anni ho avuto modo di apprezzarla per la sua cordialità, umanità, solarità e disponibilità nei confronti di tutti. Tutto ciò nel corso degli anni l’ha fatta benvolere da tutto il movimento cicloamatoriale del nord Italia e non solo fino a farla diventare una vera “istituzione”.

La conoscono dappertutto e tutti le vogliono bene proprio per quel suo carattere solare e disponibile che la contraddistingue. Ma veniamo a lei, nasce come oggi 83 anni fa il 9 giugno del 1938 a Pegognaga di Mantova dove ancora vive ormai da sola dopo la morte dell’amato Francesco, suo compagno di vita dal 26 ottobre del 57.

Dirce non ha avuto una vita facile neanche da piccola, infatti a 7 anni perse la mamma e dovette andare in collegio (…. e preciso che i collegi di una volta erano un’altra cosa rispetto ad ora …..). Tornata adolescente dopo la guerra, durante la quale il padre fu imprigionato, ha lavorato come mondina nelle risaie del piemontese e si è poi sposata a 19 anni con il suo Francesco.

Grande lavoratrice ha sempre svolto mansioni da uomo nell’azienda edile in cui ha lavorato per ben 22 anni e ciò la dice lunga sulla tempra della Dirce. Assieme al marito Francesco che era capocantiere nella stessa ditta, quindi ha condiviso la famiglia, i sentimenti, la passione per il ciclismo, il lavoro e tutto ciò li ha resi sempre più uniti nel corso dei loro 62 anni di matrimonio. Dirce e Francesco hanno avuto la benedizione di due figlie, Luciana e Laura le quali hanno regalato loro ben quattro nipoti Luca, Anna, Giada e Filippo che sono oggi l’orgoglio della nonna.  Purtroppo Francesco l’ha lasciata nel 2019 e da allora vive da sola a Pegognaga suo paese di nascita.

Luca, Anna, Giada e Filippo i quattro nipoti della Dirce con nonno Taschi

Ma veniamo alla “Dirce ed il ciclismo”, la sua più grande passione. Ha sempre seguito alle gare il marito Francesco che era un ottimo cicloamatore e nel corso degli anni si è fatta conoscere da moltissimi ciclisti ed addetti ai lavori del mondo amatoriale. Ha fatto anche il Giudice di gara e la sua specialità erano gli ordini d’arrivo, non ne sbagliava uno!!!! Tale era la sua conoscenza degli atleti in gara che anche senza leggere il numero riusciva a riconoscerli dalle maglie o dall’impostazione in bici. Molti giudici di gara, ne parlano ancora bene perché si ricordano di quante volte li ha aiutati a riconoscere questo o quell’atleta a cui non si leggeva il numero di gara. Ho visto personalmente Giudici di gara chiamarla in mezzo al pubblico più di una volta per riconoscere dei corridori di cui non si leggeva il numero sulla schiena.

Parlando con la figlia Luciana mi diceva che anche lei a volte si stupisce di quanta gente la conosca e le voglia bene perchè in qualsiasi posto vada trova qualcuno che la riconosce ed è subito baldoria.

Cercando il materiale per quest’articolo ho intervistato molti suoi amici ciclisti e tutti hanno esaltato la disponibilità della Dirce nei loro confronti. Pezzini Paolo mi racconta che andava a prenderla se il marito lavorava, per portarla alle corse e lei lasciava tutto pur di poter andare a fare il tifo per la sua squadra del cuore che ai tempi era la gloriosa Pennelli Cinghiale di Mantova. Si ricorda che soffriva molto il mal d’auto ma nonostante questo non diceva mai di no.

La maglia della gloriosa Pennelli Cinghiale

Quante trasferte, quante vittorie, quanti titoli italiani europei e mondiali e lei sempre in prima linea. Questi episodi tornano alla memoria di Umana Mauro che la conosce molto bene ed ancora adesso la accompagna alle corse dove tutti la riconoscono e le vogliono bene.

La Dirce ed il suo grande amico Umana Mauro

Qui in Veneto la Dirce è entrata nel cuore di molti campioni come Agostini Gianmarco e Pellizzer Daniele i quali hanno una vera adorazione per lei.

Umana Mauro, Agostini Gianmarco e la Dirce al Campionato D’Inverno 2019 a S. Eufemia di Borgoricco Pd.
Dirce con Gretter Giorgio, Pellizzer Daniele e la consorte Michela Gianesin

Per quello che mi riguarda ho un affettuoso ricordo di lei e del marito che hanno continuato a venire alla mia gara anche quando il “Taschi”, come lo chiamava lei, non ha più corso ma a febbraio non mancavano mai e tutto questo ripesandoci mi commuove e mi fa capire persona unica sia la Dirce. Ho un affetto particolare per lei anche perché è nata lo stesso anno della mia mamma.

E’ proprio vero, di personaggi come la Dirce ce ne vorrebbero molti  perché rendono migliore l’ambiente ciclistico e non solo, ma purtroppo non ne nascono più. Per finire è doveroso un grosso ringraziamento ai miei “ganci” Mauro Umana, Paolo Pezzini e Taschi Luciana senza i quali non mi sarebbe stato possibile fare questo articolo che spero sia per lei un gradito regalo.

Buon compleanno Dirce………..!!!

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