Preparazione

ALLENAMENTO – Mettere a punto un piano di allenamento personalizzato

PREPARAZIONE– Fonte: Francesco Bondi . Grazie! Dopo avere analizzato ed assemblato tutti dati recepiti dall’esito del test, il preparatore predispone per l’atleta uno specifico programma di allenamento. Il piano viene stilato tenendo conto non solo dei risultati del test ma anche delle motivazioni, degli obiettivi e di tutte quelle informazioni apprese durante il primo incontro con l’atleta inerenti il profilo psicologico. Come già esplicato, infatti, è fondamentale considerare entrambi gli aspetti per ottenere il miglior risultato per l’atleta. In base inoltre alla disponibilità dell’atleta ed agli impegni lavorativi / personali, il test verrà distribuito in diversi fasi che potranno suddividersi in settimane di specifici lavori, tendenzialmente incrementali e ciclici. L’eaborazione del test avviene principalmente attraverso lo studio delle frequenze di soglia aerobica e anaerobica e dei conseguenti watt alla soglia risultanti all’esito del test; partendo da questi dati verranno individuati i range allenanti personalizzati:

  1. Fondo lento: allenamento con frequenza adatta in fase di riscaldamento – defaticamento – recupero tra esercizi di metodo.
  2. Fondo lungo: range per abituare l’organismo a lavorare in condizioni di consumo di grassi utilizzato principalmente ad inizio stagione per costruire una solida base di resistenza.
  3. Fondo medio: range intorno all’80% 85% della frequenza cardiaca massima, molto utile per lo sviluppo della resistenza aerobica e molto utile per migliorare il massimo consumo di ossigeno.
  4. Fondo veloce: allenamento volto a migliorare la resistenza aerobica, con intensità prossima alla soglia anaerobica (89% – 93% della frequenza cardiaca massima). Incrementa la potenza aerobica e in parte anche la capacità lattacida.
  5. Soglia: lavoro quasi al limite delle proprie capacità cardiache volto a migliorare le qualità centrali dell’ apparato cardio-circolatario. Questo ritmo va a stimolare la capacità lattacida cioè l’abitudine a rimanere ad un buon livello di prestazione anche con un accumulo di acido lattico molto elevato.

Rilevati i predetti range allenanti, il programma si svilupperà attraverso più fasi. Normalmente un piano di lavoro incrementale, nel periodo gare, dura quattro settimane. Ovviamente, per raggiungere il massimo del risultato, l’atleta e il preparatore devono essere in stretto contatto per lo scambio continuo dei files contenenti gli allenamenti svolti per un controllo costante dello stato psico-fisico dell’atleta.  La prossima fase consiste proprio nella verifica del corretto allenamento svolto dall”atleta, attraverso un costante monitoraggio del lavoro eseguito ed eventuali variazioni del programma. ————————————————- Francesco Bondi, nato a Rimini il 26.11.1974, residente in Bellaria Igea Marina, da cinque anni vive a Castiglione delle Stiviere (MN).
La mia grande passione per lo sport praticato fin da piccolo mi ha portato a esercitare, negli anni, numerose discipline sportive sempre con molta passione e divertimento.
Con il ciclismo, in particolare, è scattata la mia passione più autentica tant’è che, una volta conosciuto ed iniziato a praticare, non ho più mollato questo magnifico sport.
La dedizione per lo sport ed in particolare per il ciclismo mi ha invogliato da prima a conseguire il patentino da Direttore Sportivo di 1° Livello, e poi ad iscrivermi al corso di Laurea in Scienze Motorie per approfondire ulteriormente, anche a livello scientifico, il significato di SPORT, PREPARAZIONE, ALIMENTAZIONE.
Così nel 2009, dopo la Tesi di Laurea “Metodologie d’allenamento nel ciclismo: applicazione, sviluppo e risultati”, ho intrapreso l’attività di preparatore atletico con l’obiettivo di promuovere la cultura dello sport in mezzo ai giovani e soddisfare le esigenze degli atleti, mettendo a disposizione le conoscenze acquisite e l’esperienza accumulata negli anni di ciclismo praticato.

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