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21-12-2018 ACSI – Intervista al Campione Ivan Ravaioli – Veneto

Vittoria in volata di Ivan / Team Eurovelo nella gara di Zero Branco 2018

INTERVISTA – Fonte: Vecchiato Roberto. Grazie!

Cari amici, riprendiamo la nostra rubrica “Intervista con il campione” facendovi conoscere più a fondo un valoroso atleta del nostro territorio: IVAN RAVAIOLI, una star dello Scatto Fisso temuto da tutti i più forti velocisti nel panorama amatoriale .

Ivan Ravaioli nasce a Faenza (RA) il 1 novembre 1980, primo di 4 fratelli cresce nella campagna romagnola dove gli unici svaghi dei bambini erano il calcio o la bici. Il piccolo Ivan si innamora della bicicletta grazie al padre cicloamatore che gli trasmette la sua passione e lo mette in bici fin dalla categoria G1. Erano gli anni in cui questa categoria si cimentava nelle gimkane ed il tutto era solo un gioco per i bimbi.

A 7 anni gli viene regalata una bici di taglia esagerata per Ivan, ma questo non lo ferma e così muove i primi passi nella S.C. Reda e qui rimane fino alla categoria Allievi. E’ nel secondo anno di questa categoria che Ivan incappa in una crisi e abbandona per alcuni mesi la bici, il fatto di essere rimasto da solo in squadra, il lavoro stagionale di cameriere in un Agriturismo e gli amici che lo trascinano al mare, gli fanno passare momentaneamente la voglia di correre.

Ivan con la sua prima bici da corsa

Ivan è sempre stato abituato sia a studiare che a lavorare tanto che a 14/15 anni studia in un Istituto Alberghiero a Riolo Terme e lavora in un Agriturismo della zona, cercando di far coincidere i tempi tra studio, lavoro e allenamenti.  Ma a settembre di quell’anno durante un turno di lavoro al ristorante, incontra Germano Zama Presidente della S.C. Faentina che lo conosce, sa il suo valore e lo convince a riprendere la bici. Ivan si rimette così in bici e l’anno seguente passa Juniores proprio con la S.C. Faentina. In quell’anno sono 3 le vittorie su strada e una decina in pista. Durante l’inverno lavora a tempo pieno presso la ditta del suo Presidente e si allena con molto impegno. L’anno seguente le vittorie su strada diventano 11 e 10 quelle della pista, viene convocato dalla Nazionale ed ottiene un bellissimo 3° posto ai Mondiali Juniores di Città del Capo nell’inseguimento a squadre. In quell’anno ottiene anche due titoli italiani sempre nell’inseguimento a squadre e nella velocità olimpica.

L’anno dopo Ivan ha conseguito l’attestato di 3 anni nell’Istituto Alberghiero che gli dà un minimo di sicurezza per un domani lavorativo.

Ormai “…il dado è tratto…” e decide, di non continuare gli studi ma di giocarsi le sue carte nella carriera ciclistica.

Capisce che il “Corridore” poteva essere il suo mestiere e grazie all’interessamento di un amico di famiglia, l’anno seguente approda nella squadra italiana più titolata ed ambita da tutti gli juniores dell’epoca, la Zalf Euromobil Fior di Castelfranco Veneto.

E’ il 1999, l’anno dell’ultima chiamata per il Centro Atleti di Bologna, Ivan riesce ad entrarvi ma un pò per l’impegno del militare e per un problema ad un ginocchio il primo anno da Dilettante passa in maniera un pò “anonima”. Ma l’anno dopo Ivan si rifà e ottiene 3 vittorie, che diventano 4 nel 2001 e poi 9 nel 2002 tra cui una tappa del Giro delle Pesche Nettarine, la classica di Arcade, L’internazionale di S. Vendemiano, la premondiale Giro del Canavese a Valperga. Ma il risultato che più sta a cuore a Ivan, e che rimpiange, non è una vittoria ma un secondo posto al Gran Premio Liberazione di Roma, vinto da Andrea Sanvido. E’ la “classica dilettantistica” più ambita e lui è in piena forma ma ….. fora a pochi chilometri dall’arrivo. Nonostante l’incidente rientra in gruppo, riacciuffa a un chilometro dell’arrivo la fuga già in atto (con Sanvido e due polacchi) e poi perde la volata finale forse per “…. troppa sicurezza di poter vincere”, è una sconfitta che brucia ancora adesso e lo si capisce da come Ivan racconta l’episodio.

A fine stagione arriva anche la convocazione per il mondiale di Zolder vinto poi da Francesco Chicchi grazie anche al suo prezioso contributo.

Ivan professionista alla Mercatone Uno del “Pirata” Marco Pantani

Il 2003 è l’anno del passaggio al professionismo con la Mercatone Uno di Marco Pantani. In quell’anno ottiene un po a sorpresa due vittorie , la 1ª e l’ultima tappa della Settimana Lombarda e forte di questi risultati entra in extremis nella selezione per il Giro d’Italia che lui correrà al servizio del “Pirata”. Il suo però è un Giro sfortunato, infatti una caduta nella prima tappa gli provoca una profonda ferita ad un ginocchio. Nonostante questo riparte il giorno dopo ma la sua diventa una lunga agonia che lui, da combattente nato qual è, prolunga per 15 giorni fino alla tappa di Pampeago dove è costretto ad alzare bandiera bianca. Lo stesso anno ottiene anche un brillante 20° posto al Campionato Italiano vinto da Bettini.

Tutto lascia presagire l’inizio di una brillante carriera, ma non è così. Nel 2004 passa alla Barloworld nata sulle ceneri della Mercatone Uno e poi l’anno successivo alla spagnola Sanier Duval ma non ottiene nessun risultato degno di nota. L’unica cosa importante da segnalare della vita di Ivan in quel periodo, è l’incontro a Conegliano con Katia nel 2004, appassionata anche lei di ciclismo e che diventerà la sua compagna di vita nel 2006, gli darà il figlio Kevin nel 2007 e diventerà poi sua moglie nel 2010.

Ivan Ravaioli con il figlio Kevin e la moglie Katia

Purtroppo la carriera da professionista finisce e Ivan resta in Veneto dove trova oltre all’amore anche un lavoro. La bici è ormai quasi un ricordo quando nel 2014 un amico lo presenta a Italo Salezze titolare della Eurovelo il quale lo rimette in bici e lo convince a riprendere a pedalare negli “amatori”. Nasce con Salezze un legame di amicizia e riconoscenza particolare che dura ancora adesso, infatti Ivan ora è diventato addirittura il Presidente della squadra Eurovelo. Da allora Ivan è sempre rimasto in questa squadra i il lungo e duraturo rapporto con questa squadra, la dice lunga sul carattere di questo atleta che ha avuto nel corso degli anni numerosissime offerte economicamente vantaggiose da parte di altre squadre amatoriali, ma ha sempre voluto fortemente rimanere con chi lo ha stimolato ed aiutato a rientrare nel mondo delle due ruote trovando nella Eurovelo una vera e propria “famiglia”.

Nel 2013 è entrato a far parte dell’Acsi Ciclismo di Treviso come consigliere per, dice lui, tentare di ricambiare quello che il Comitato ha fatto e fa per il movimento cicloamatoriale.

In azione alla Red Hook con il Team Cinelli Chrome

Nel 2014 Ivan viene coinvolto dall’amico Omar Presti nel mondo del “Scatto Fisso”. Presti lo invita ad una gara di Fixed a Moriago della Battaglia e lui non dice di no. Corre e si rende conto che questa nuova specialità è affascinante e da lì comincia a partecipare ad alcune gare in Emilia vincendole, si documenta su questo movimento e viene a conoscenza del circuito “Red Hook”. E’ Ottobre e si avvicina la tappa di Milano a cui partecipa con il Team Bahumer, e nel 2015 ottiene le vittorie di New York e Barcellona che gli permetteranno di vincere il “Red HooK Crit”. Nel 2016 passa alla Cinelli e si piazza terzo nella classifica finale e nel 2017 aiuta il compagno Viganò a vincerlo il “Red Hook Crit” a sua volta.

Il podio della Red Hook Crit 2015 vinta da Ivan

Il prossimo anno Ivan, abbandonerà le gare di Fixed per cimentarsi, anche per motivi di lavoro (dall’ scorso anno lavora per la “Mem Cycle Wear”) nell’avventura “Gravel”, cicloturistiche sulle lunghe distanze da 200 a 1000 km ad andatura libera. E’ un mondo nuovo sicuramente più alla portata del vero Cicloamatore in quanto non c’è numero, non c’è ordine d’arrivo e quindi è solo una sfida con se stessi che si può affrontare anche senza allenamenti esagerati. Inoltre seguirà il figlio Kevin il quale sembra già promettere bene, come si suol dire”….buon sangue non mente!!!”

Ecco questo è il ritratto di Ivan Ravaioli ciclista di valore ma soprattutto uomo di grande integrità morale e sportivo vero.

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