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MEDICINA – Il ritmo di pedalata è più basso nei ciclisti anziani: risultati di una ricerca recente

Fonte: www.Ciclocolor.com . Grazie!
È un dato di fatto che emerge da una recente ricerca dell‘Università del Foro Italico a Roma. I ciclisti un po‘ avanti con l‘età tendono a pedalare con cadenze inferiori rispetto ai giovani e gli studiosi dell‘istituto di Ricerca hanno cercato di individuare e capire il perché. Perché ‘pagano‘ più dei giovani ogni variazione in eccesso. Insomma ai ‘vecchietti‘ costa di più deviare dalla cadenza con la massima efficienza e per questo tendono conservativamente a non eccedere nel ritmo. Più lenta è la pedalata, maggiore è l‘efficienza, specie se si è..

avanti con l‘età. E questa maggiore efficienza spiega in parte perché i ‘vecchi‘ ciclisti agonisti pedalano mediamente a ritmi inferiori rispetto ai giovani.
La ricerca è puntata sulla determinazione delle differenze dell‘efficienza nella pedalata in rapporto alla cadenza (rpm) fra un gruppo di giovani e anziani ciclisti agonisti, cioè dediti alle competizioni. Otto giovani (24 anni circa la media) e otto anziani ‘over 65‘ hanno partecipato ai test nel laboratorio di Fisiologia dell‘esercizio dell‘Università del Foro Italico a Roma.
Test che consistevano in una prova incrementale massimale per determinare la cadenza scelta spontaneamente per pedalare e la massima potenza raggiunta (VO2max). E nella determinazione dell‘efficienza (gross efficency=GE), calcolata come il rapporto fra il lavoro esterno e la spesa energetica (VO2). Nel primo test i ciclisti hanno pedalato per 6 minuti rispettivamente al 40% e al 60% della potenza massima individuale a diverse cadenze: 40, 60, 80, 100, 120 rpm. Il risultato è stato in parte atteso e in parte sorprendente. L‘efficienza è risultata inferiore per il gruppo dei vecchi ciclisti rispetto ai giovani per tutte le cadenze considerate e per entrambi i livelli di potenza erogata. Il massimo dell‘efficienza è stata raggiunta a 60 rpm per i giovani, mentre per quelli più attempati è stata registrata attorno alle 40 rpm e, soprattutto, non presentava differenze rispetto a quella erogata a 60 rpm. In altre parole per gli anziani la massima potenza era erogata già a 40 rpm.
Inoltre la diminuzione dell‘efficienza della pedalata (GE) al crescere della cadenza è risultata più marcata negli anziani. Nei giovani il decrescere dell‘efficienza è in parte mitigato dal crescere della potenza. Ciò che non è stato osservato nei vecchi. Queste conclusioni sono in linea con la scelta di frequenze relativamente basse di pedalata da parte dei vecchi, rispetto ai giovani durante il test massimale. I dati suggeriscono la conclusione che non esiste un ritmo ideale di pedalata buono per tutti  e che può essere un errore incaponirsi a cercare ritmi ‘veloci‘ quando l‘età avanza, perché l‘efficienza della pedalata stessa diminuisce.
Lo studio ha tenuto conto dei diversi fattori che influenzano l‘efficienza della pedalata, cioè la relazione espressa fra la potenza e le rivoluzioni al minuto. Ma anche la differente tipologia delle fibre muscolari. In particolare ci si è riferiti a studi precedenti sull‘efficienza delle fibre di tipo I durante la simulazione di una gara a cronometro della durata di un‘ora. Infatti da una parte la distribuzione delle fibre muscolari è profondamente influenzata dall‘età e può incidere sull‘efficienza. Dall‘altra mantenere un‘attività fisica di alto livello può mitigare l‘effetto del processo di invecchiamento dei muscoli scheletrici.
Si tratta di una ricerca nuova e sorprendente, perché l‘efficienza muscolare nella popolazione anziana non è stata mai indagata a fondo. Esistono poche indagini sull‘efficienza ciclistica in anziani e individui di mezza età; ma nessuna che prende come riferimento il ritmo di pedalata.
I risultati indicano una — relativamente minore — efficienza fra vecchi e giovani a fronte dello stesso esercizio. I vecchi scelgono liberamente un ritmo di pedalata minore ed hanno una maggiore efficienza a quel ritmo. I vecchi hanno una maggiore diminuzione dell‘efficienza con il crescere del ritmo di pedalata .
I giovani spesso pedalano su strada a ritmi superiori a quelli ai quali si colloca la maggiore efficienza nei test. Nel test incrementale si è osservato come la frequenza cardiaca sia risultata pressoché costante nei giovani e nei vecchi, ma negli anziani significativamente più bassa. Il che porterebbe a concludere che la relazione fra cadenza ed efficienza in questa fascia d‘età sia in relazione proprio a questa frequenza più bassa.
Una interessante osservazione messa in rilievo dallo studio è la differente relazione dell‘aumento del ritmo di pedalata con il relativo consumo di ossigeno (VO2). Nella maggior parte delle cadenze, in special modo quelle fra 100rpm e 120rpm gli anziani pedalano ad una più alta percentuale di VO2max, rispetto ai giovani.Il che significa che che la cadenza ha effetti differenti per i vecchi nelle prove di endurance. E‘ possibile che i giovani, disponendo di un relativamente maggiore valore di VO2max non sentano la necessità di massimizzare l‘efficienza perché la disponibilità di una maggiore potenza a cadenze elevate può avere più influenza del calo di efficienza che si ha col crescere delle rotazioni di pedale I ciclisti più anziani, invece, che non dispongono di una quantità di energia così elevata, subiscono un maggior calo nella prestazione se pedalano fuori dalla loro cadenza ottimale. E questo potrebbe spiegare la tendenza dei vecchi a pedalare su ritmi meno frenetici dei giovani.
In conclusione lo studio dimostra che l‘efficienza nella pedalata alle stesse intensità relative e per un ampio spettro di ritmi è minore nei vecchi. Che il crescere del ritmo diminuisce l‘efficienza più nei vecchi che nei giovani perché richiede loro un maggiore impegno metabolico. E questo vuol dire che la scelta della cadenza giusta, generalmente più bassa rispetto ai giovani a parità di potenza ‘impegnata‘ si riflette maggiormente sulla qualità della prestazione per i vecchi rispetto ai giovani.
Sotto il documento della ricerca in originale [in lingua inglese] da cui è stato tratto l’articolo

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